Ministero della Salute

FAQ - Tumore della cervice uterina

Ultimo aggiornamento:  4 dicembre 2014

1. Cos’è il tumore della cervice uterina?

È un tumore che colpisce il collo dell’utero, la parte più bassa che sporge in vagina. Insieme al tumore del colon-retto è al quarto posto tra i tumori più frequenti tra le donne giovani (0-44 anni) . 
E' il primo tumore riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile a un'infezione. L'agente responsabile è il papillomavirus umano (HPV). 
Il tumore è molto più diffuso nei Paesi in via di sviluppo, mentre nei Paesi industrializzati è relativamente raro, grazie alla diffusione del Pap test.

2. Come si forma?

Il tumore è preceduto da alterazioni del tessuto che riveste il collo dell’utero, chiamate displasie. Alcune displasie possono regredire spontaneamente o rimanere invariate senza provocare danni all’organismo. Una piccola percentuale può invece evolvere in un tumore vero e proprio, impiegando circa 10-15 anni.

3. Cosa si può fare per diagnosticare precocemente il tumore della cervice uterina?

Eseguendo regolarmente il Pap test. In questo modo si possono identificare le displasie, curarle e impedire la comparsa del tumore. Se tutte le donne tra i 25 e i 64 anni effettuassero questo esame ogni 3 anni, i casi di tumore del collo dell’utero diminuirebbero del 90%.

Recentemente, visto il ruolo indispensabile di alcuni tipi di virus HPV (cosiddetti ad alto rischio) nello sviluppo del cancro della cervice uterina, le Regioni sono state sollecitate a mutare il test di screening.

Il nuovo test di screening si baserà sulla ricerca dell’infezione dell’HPV ad alto rischio, dovrà essere effettuato non prima dei 30 anni ed essere ripetuto con intervalli non inferiori ai 5 anni. Il prelievo è simile a quello del Pap-test.
Se il test HPV risulta positivo la donna dovrà sottoporsi ad un Pap-test.
Se anche questo è positivo la donna dovrà sottoporsi a colposcopia.
Se invece la citologia non presenta alterazioni importanti la donna ripeterà il test HPV dopo un anno.

Dai 25 a 30-35 anni l’esame di riferimento rimane il Pap test da eseguirsi ogni tre anni . Questa scelta è dovuta al fatto che in giovane età la probabilità di avere una infezione da HPV è molto alta senza che questa assuma una importanza clinica.



4. Cos’è il Pap test?

È un esame semplice e non doloroso, a cui dovrebbero sottoporsi ogni tre anni tutte le donne tra i 25 e i 64 anni di età, anche in assenza di disturbi. Si esegue prelevando con una spatola e uno spazzolino il materiale presente sul collo dell’utero, che viene “strisciato” e fissato su un vetrino e quindi analizzato in laboratorio. Perché riesca al meglio, il test va eseguito:
  • ad almeno tre giorni dalla fine ha delle mestruazioni e in assenza di perdite di sangue
  • astenendosi da rapporti sessuali nei due giorni prima dell'esame
  • evitando ovuli, creme o lavande vaginali nei tre giorni precedenti il test.


5. Il Pap test e lo striscio sono la stessa cosa?

Esistono due tipi di “strisci vaginali”:
  • lo striscio oncologico (Pap test), che serve a scoprire eventuali lesioni che possono trasformarsi in tumore e che va effettuato una volta ogni tre anni
  • lo striscio batterioscopico o batteriologico, che serve a scoprire le cause di un’infezione vaginale e che va effettuato solo quando il medico lo ritiene necessario.


6. A chi ci si può rivolgere per effettuare il Pap test?

La lettera di invito della Asl indica dove effettuare l’esame, gratis e senza richiesta del medico. Un’ostetrica effettuerà l’esame, generalmente presso il consultorio di zona.

7. Se il Pap test risulta normale?

Il centro di screening invia una lettera con l’esito e consiglia di ripetere il test dopo tre anni.

8. Il Pap test è un esame affidabile?

Come tutti gli esami medici, non è infallibile e talvolta può ignorare lesioni che in realtà ci sono. A questo proposito è importante sapere che:
  • l’attendibilità dipende soprattutto dalla qualità dell’esame. Si consiglia quindi di effettuarlo in centri dove si controlla periodicamente la qualità dell’esame
  • le displasie possono rimanere immutate per anni: ripetendo il test ogni 3 anni si possono quindi identificare le lesioni non diagnosticate prima, senza rischi per la salute.


9. E se l’esame mostra qualche alterazione?

La donna viene contattata dal centro di screening e invitata a sottoporsi a ulteriori accertamenti (colposcopia). Questo non significa necessariamente la presenza di alterazioni del collo dell’utero. In ogni caso, eventuali displasie evidenziate dalla colposcopia si possono curare quasi sempre ambulatorialmente.

10. Cos’è la colposcopia?

È un esame ambulatoriale che serve a controllare la cervice uterina e che comporta al massimo un leggero fastidio. Si esegue con il colposcopio, uno strumento munito di una sorgente luminosa e di un sistema di ingrandimento che permette di vedere eventuali alterazioni. A volte l’esame è accompagnato da una biopsia, un prelievo di una piccola quantità di tessuto dal collo dell’utero.